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10 Luglio 2012 - Delle contraddizioni ingestibili.

Nell’ultimo mese si è parlato e scritto molto su quanto si stava svolgendo a livello europeo per contrastare la crisi finanziaria sviluppatasi a partire dal 2008 per il fallimento negli U.S.A. di alcune grandi banche di quel paese.
Quasi a contrappunto di tutto ciò in Italia l’attenzione si è concentrata sulle conseguenze che le necessarie riforme del Governo del Presidente avrebbero prodotto specie in relazione ad una crescita il cui inizio non è dato prevedere, perlomeno nel breve periodo.

A fronte di questo sostanziale stallo politico non è che i partiti, tutti, non abbiano indirizzato i loro sforzi per meglio definire le prospettive delle loro azioni future con proposte semplici, mirate, comprensibili.
Probabilmente, lasciando il presente alla squadra del Prof. Monti, hanno tacitamente optato per rafforzare i loro insediamenti nel Paese in modo di essere pronte ad affrontare le elezioni del 2013 senza pagar dazio rispetto agli impopolari sacrifici che l’ultimo ventennio di non governo sta imponendo alla generalità degli italiani.
A fronte di questa politichetta acefala ed a dimostrazione che nel Paese ci sono personalità e forze ancora in grado di pensare al bene comune ( parlarne è forse un’eresia ? ) ecco che il Prof. Pera ( un altro Professore ! ) lascia il tranquillo rifugio fra le mura della Sua Lucca ed il 21 Giugno incontra il Capo dello Stato per proporre a Giorgio Napolitano di accettare il prolungamento di un anno della Sua alta funzione per permettere ad un parlamento rinnovato di promulgare una aggiornata e rinnovata carta costituzionale.
Ci vuol poco ad immaginare lo sconcerto non solo dei piani più alti della politica ma forse dell’intero establishment del potere in Italia: perbacco, qui non solo si cambiano le carte dell’annoso gioco politico come più semplicemente vorrebbero i vari Grillo , Di Pietro e Vendola, ma si cambia lo stesso tavolo su cui da decenni si è soliti amministrare la cosa pubblica e privata !
Ed allora, sveglia, ecco riprendere il mantra delle dichiarazioni tutte mirate alla conferma dei propri elettorati di sinistra-centro-destra ( vedi R.S. – Ritagli ) per cui si strombazza ai quattro venti l’urgenza della modifica della legge elettorale, come ormai non fosse risaputo che ogni modifica può essere funzionale ad un dato assetto istituzionale e non viceversa.
In altre parole e senza una seria innovazione istituzionale, il problema del governo del Paese rimarrebbe senza soluzione, in specie a fronte delle dichiarate indisponibilità del Presidente Giorgio Napolitano e del Professor Mario Monti.

Joe Motore

Ultimo aggiornamento ( Domenica 15 Luglio 2012 13:03 )