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1 Settembre 2014 - Terzo intermezzo

"Estote parati" generalizzato per tutti.

Fonti solitamente attendibili ( Barbera su La Stampa del 18 c.m. ) segnlano come il parlamentare Yoran Gutgeld, consigliere di Renzi dopo aver lasciato McKinsey, sia all'origine della cosiddetta voce estiva per cui sarebbe allo studio del governo una tassazione delle pensioni di anzianità a partire da quelle superiori ai tre milioni mensili o di tutte quelle cosiddette retributive in quanto maggiorate rispetto all'attuale sistema di calcolo basato sui soli contributi effettivamente versati.

La valanga di commenti negativi esplosa sui principali quotidiani nazionali a fatto sì che lo stesso Renzi fosse costretto a derubricare il problema definendolo del tutto inesistente.
Non fa gran differenza che si tratti di voce infondata o di scelta sbagliata se si pensa all'abisso costituito dai 2168 miliardi di Euro, con una media di aumento pari a circa 100 miliardi ogni sei mesi, costituenti il debito pubblico italiano.
Forse è bene ricordare come il governo Monti nei primi mesi di vita alzò le tasse sul cosiddetto ceto medio colpendo il bene casa in modo diretto e senza alcun tentennamento, mentre sulla tanto decantata "spending rewiev" si fermò al solo annuncio.
Probabilmente al Prof. Monti parve improbo il compito di procedere alla conseguente potatura degli alti fusti appena dopo aver tagliato l'erba bassa del reddito nazionale.
E la persona perbene del Preside della Bocconi nonché alto funzionario europeo, a fronte dei riscontrati dinieghi della varie corporazioni alla sostanziale attuazione della "spendin rewiev", non immaginò che un Leader di statura europea o statunitense avrebbe potuto richiedere al "Buon Giorgio" l'attuazione complessiva del reperimento delle risorse necessarie per un primo sostanziale riequilibrio della finanza pubblica.
Ciò non potendo realizzare, l'alternatva delle dimissioni del Presidente del Consiglio non potevano che esserne l'epilogo.
Tralasciamo i certi e generalizzati sondaggi portati avanti dal Governo Letta a cui è seguito l'attuale periodo di rapidi annunci del Premier Renzi.
Certo è che i famosi 80 euro in più ( una cenetta in pizzeria per famiglia di 4 persone o due cenette per coppia di sposini ) non possono preludere ad un efficace aumento dei consumi nonostante gli auspici triennali del viceministro dell'economia Enrico Morando !
Qui, visto la recessione di cui Francia e Stati Uniti ne denunciano il perdurare, bisogna pensare quale situazione dovremmo fronteggiare se gli attuali 600/800 euro mensili di molti giovani dovessero diventare stipendi generalizzati in quanto non c'è corporazione in grado di impedire che aziende nostrane riescano a sopravvivere se non utilizzando maestranze come quelle impegnate alla Zadastava di Belgrado che accettano di prestare la loro opera per circa 400 euro al mese.
E qui non si vuole certo seguire alcuna ipotesi di "decrescita felice" in quanto il nostro Paese è ancora ricco di risorse, industria diffusa, imprenditorialità tenace ed agricoltura sviluppata, tutte voci sia pure nel loro complesso magari da ottimizzare.
Si vuole però evidenziare che in periodi di possibile lunga crisi recessiva, occorre far fronte con le risorse disponibili, laddove per i singoli ciò vuol dire accettare ciò che la realtà offre, per le amministrazioni operare con i budget ridotti all'osso e per lo Stato con le sole spese per opere di ammodernamenti strutturali possibili.
Quindi "ESTOTE PARATI" potrebbe diventare un motto generalizzato più che non quello dello scout Renzi, che oltre essere un'ottimo comunicatore e padrone del proprio apparato, dovrà evolvere verso il politico lungimirante che afferma il da farsi e lo realizza anche quando ciò possa costare la non immediata rielezione.
L'Italia del mondo globalizzato ha bisogno di alcuni statisti più che non della marea di improvvisatori delle ultime generazioni, e ricordando come a Cavour la guerra di Crimea costò la temporanea perdita della Presidenza del Consiglio ma nel contempo gli permise di portare a termine il sogno dell'Unità d'Italia, vorremmo semplicemente significare che gli statisti veri sanno pagare il prezzo che la storia impone a tutte le realizzazioni del proprio tempo.

la Redazione.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Settembre 2014 07:50 )