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21 settembre 2014 - Dalle idee alla struttura operativa.

I nostri "intermezzi", pubblicati dalla primvara a questo inizio d'autunno, non hanno fatto che confermare come le ripetizioni sullo stato di crisi del Paese abbiano solo portato a limitate decisioni, non in grado di realizzare un qualche sostanziale segno di cambiamento nell'azione combinata di Parlamento, Governo e Società civile.
Ne danno ancora testimonianza il sondaggio di "Transatlantic Trend" dell'Ispi e le note sul "Premier inevitabile" o "L'agenda sbagliata del Premier" che riportiamo nella nostra Rassegna Stampa ( vedi in RS - Opinioni ).

 

Come da tempo andiamo sostenendo, limitiamo le note a pochi spunti in quanto potrebbereo essere estese alle totalità dell'informazione del Paese ed il risultato non sarebbe diverso pur avendo ovviamente chi si porrebbe a difesa dell'operato del Premier Renzi e chi ne denuncerebbe i limiti.
E non è che nel volgere l'attenzione al di fuori dell' Italia i dati di incertezza siano minori se, a fronte di sondaggi di opinione estesi all'Europa ed agli USA non del tutto negativi, il responsabile della comunicazione dello IAI afferma nel titolo che "L' America non si fida di Obama e l' Europa di se stessa".
Dunque si hanno molti dubbi in Italia ed altrettanti nell'intero Occidente.
Le crisi però non si superano seguendo le opinioni pubbliche, ma con atti politici chiari e finalizzati.
Ecco perché il Mosaico intende uscire dal suo ruolo di informazione e proposta di idee per assumere quello di attore pubblico nel tentativo di coagulare forze ed espressioni della società diverse, al fine di perseguire un disegno di "Federalismo Presidenziale" in grado di far uscire il Paese dal suo lungo stallo di ingovernabilità e mancanza di visione del proprio futuro.
Infatti per questo non sono state sufficienti le 280 pagine del programma di Romano Prodi del 1998 o i cinque punti di Silvio Berlusconi nel 2006 e nel presente 2014 può essere superfluo anteporre le scelte economiche a quelle istituzionali di Matteo Renzi o pensare che la sua leadership sia "inevitabile" senza un bipolarismo condiviso e strutturalmente realizzato.
Purtroppo in Italia il bipolarismo è inesistente o comunque non è in grado di offrire un sostegno duraturo alla Leadershep che risulti vincente in una tornata elettorale.
Meglio sarebbe che le identità sociopolitiche tutt'ora esistenti nel Paese propongano Leaders credibili, unitamente a pochi punti programmatici realizzabili nell'arco di una legilatura ed, a elezioni avvenute, la parte che avrà coneguito il maggior numero di voti abbia la facoltà di guidare il Paese per i cinque anni successivi.
In tempi in cui si teme la "dittatura della maggioranza", si avrà certamente un governo di minoranza, ma pur sempre scelto da una maggioranza coesa di cittadini ed, ovviamente, con l'approvazione del Parlamento.
Certo, tutto ciò non può che significare che l'Italia delle mille fazioni, dei molti dialetti, delle corporazioni sempre più condizionanti, non può che ripartire dalla riscrittura della sua carta fondante, quella Costituzione da rendere non già fattore di compromessi, ma sostanziale agente di unità.
Infatti i più diversi non possono che convenire che il Paese ha bisogno di una guida che non possa essere messa in discussione ogni pié sospinto dopo la sua elezione in libere e condivise elezioni.
I più diversi di alto sentire democratico, ci auguriamo vogliano sostenere la proposta di un "Federalismo Presidenziale" che metta fine alla inconcludenza politica degli ultimi trent' anni e che, singolarmente o per piccoli o grandi gruppi, uniscano i loro intendimenti per sostenere l'unica proposta del Mosaicoweb realizzabile attraverso una "Unione etico sociale". ( vedi in Mofed - Mosaico Federale )

la Redazione.

 


Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Settembre 2014 13:15 )