News di Edizione

Newsletter Il Mosaico
Gruppo 2 - Iscritti da 20 a 40
Gruppo 1 - Iscritti da 1 a 20
Gruppo 3 - Iscritti da 40 a 60
PrimeNews
Gruppo 4 - Iscritti da 60 a 80
Gruppo 5 - Iscritti da 80 a 100
Gruppo 6 - Iscritti da 100 a 120
Gruppo 7 - Iscritti da 120 a 140


Ricevi HTML?
Lasciando il tuo indirizzo e-mail potrai ricevere la newsletter che annuncia ogni sua nuova edizione. Il tuo indirizzo e-mail non verrà ceduto a nessuno.

PDF Stampa E-mail

 


 

25 Luglio 2016 - Il Paese, la Politica e Renzi.

Il nostro Paese sembra essere temporaneamente assente dai commenti di molta stampa nazionale, si direbbe quasi avulso dalle gravi notizie di attentati provenienti da parti di Europa e dal vicino Oriente

L'escalation di attentati in Francia ha raggiunto il limite con l'incredibile eccidio di Nizza del 14 Luglio, ( vedi in RS - Opinioni ) mentre il fallito golpe in Turchia ha dimostrto quanto delicata sia la situazione nel paese che dovrebbe fronteggiare per l'intera Europa il flusso di immigrazione proveniente dal Medio Oriente.

Questi due ultimi accadimenti seguono un succedersi di fattti che dalle vicende di Siria ed Iraq, senza escludere la più lontana vicenda dell'occupazione della Crimea da parte della Russia, rivelano come forse siamo di fronte ad un cambiameto rispetto agli equilibri stabilitisi con la fine della contrapposizione Russia - Stati Uniti del 1989.
Ne sono testimonianza lo stesso andamento della campagna elettorale statunitense con la contrapposizione non tanto dei partiti democratico e repubblicano, quanto degli atteggiamenti radicali del candidato Donald Trump rispetto alla tradizionale condotta dell'attuale vicepresidente Hillary Clinton.
Che le gazzette seguano gli avvenimenti internazionali con dovizia di notizie e di commenti è fatto indiscutibile della loro funzione, ma che la Politica non prenda posizione in alcun modo, né contrapponedo, né sostenendo le ragioni in campo pare fatto del tutto nuovo.
Qui si discute se Renzi esca rafforzato dall'approvazione popolare del referendum istituzionale per le modifica della Costituzione sul ruolo del Senato o se, per un esito negativo di tale referendum, Renzi debba dare o meno le dimissioni da presidente del Consiglio, senza peraltro sottolineare che un referendum istituzionale chiede l'approvazione della maggioranza dei cittadini e non certo l'avvallo di una istituzione, come il Governo, ovvero dell'insieme dei poteri dello Stato.
Per uscire da questo irreale dilemma, si sta facendo strada l'ipotesi di scorporare gli elementi costitutivi del referendum per affidarli singolarmente al giudizio dei cittadini, quasi che la politica non abbia il compito di interpretare, "ope legis", quanto i cittadini propongono attrverso un'indicazione del tutto generale.
A questa ipotesi, più avveduti costituzionalisti propongono di costituire o di eleggere una qualche aggregazione politica con poteri costituenti, quasi dimenticando che da più di trent'anni il parlamento nelle sue varie edizioni ha istituito delle commissioni che non hanno portato a nessun risultato.
Noi crediamo che, al di là di quanto afferma Renzi e che l'esito del referendum lo costringa o meno alle dimissioni, l'aver posto all'attenzione pubblica la necesità di diminuire il numero dei Senatori e di voler conferire loro il potere di regolare i rapporti tra lo Stato e le Autonomie locali, sia fatto positivo non eludibile.
Certo la nostra ambiziosa ipotesi di un "federalismo presidenziale" non è certo soddisfatta da questo piccolo passo in avanti nel rapporto tra lo Stato e le Autonomie locali, ma certo costituisce la novità che potrebbe portare alla successiva riduzione dei parlamentari della Camera dei Deputati, ipotesi di diminuzione da 650 a 350, che non riguarda solo il problema della Spesa Pubblica, ma bensì costituisce un sicuro passo avanti nella funzionalità e nella maggiore aderenza alla rapidità e complesità  imposte dalle realtà dell'oggi.
Come più volte abbiamo detto, si impone un ottimistico "chi vivrà, vedrà", in quanto i segnali di diffusi cambiamenti rispetto agli equiilibri sin qui vissuti impone che anche il nostro Paese sia pronto ad adeguare le proprie strutture di governo alle esigenze delle realtà che sempre più rapidamente sarà necessario affrontare.

Joe Motore.

 

 


 


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2016 09:18 )