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30 Agosto 2016 - La globalizzazione ed il nostro Paese.

Gli effetti della cosiddetta "globalizzazione"sono multipli, tanto da riflettersi in più ambiti. Dal settore finanziario, per cui i sistemi bancari dei singoli paesi risultano sotto pressione, si passa al commercio internazionale in cui ( la guerra delle tariffe ) gli scambi risentono pesantemente della concorrenza permanente di paesi lontani per arrivare sino alle piccole e medie imprese, costrette ad impegnarsi nell'ampio sistema dei mercati esteri in quanto il mercato locale non è più sufficiente a garantirne la sopravvivenza.

In questo mondo del 2000  , che ha così ampliato i confini della produzione e dei consumi, anche l'Italia cerca di attivarsi per riuscire a mantenere i livelli di vita che, pur con gli alti tassi di disoccupazione giovanile e le difficoltà di bilancio, non vorremmo fossero fortemente ridotti per nosra imperizia o ineluttabilità internazionale.
Questo nostro generico e del tutto impreciso quadro generale della globalizzazione e dei suoi possibili riflessi sul nostro Paese, non ci deve però impedire di affermare che quanto più saremo inevitabilmente condizionati dagli avvenimenti mondiali, quanto più il nostro Paese avrà bisogno di governi efficienti e tempestivi nell'assunzione delle proprie responsabilità.
Da troppo tempo le cronache riportano disfunzioni e lentezze nella gestione della cosa pubblica, di cui più volte abbiamo riferito ed ora non vogliamo qui ripeterci.
Certo che i riflessi sostanziali, non solo mediatici, delle campagne elettorali in atto negli Stati Uniti di cui riportiamo alcuni aspetti, ( Vedi in RS - Opinioni ) stanno ad indicarci come il nostro Paese sia strutturalmente lontano dalla possibilità di darsi un Governo efficiente.
Mentre nel grande paese degli Stati Uniti i due candidati delle elezioni presidenziali offrono ai loro supporters una cinquina di punti base ( vedi in RS - Ritagli ) in cui sintetizzano, con grande chiarezza, lo schema della loro futura azione di governo, al contrario nel nostro piccolo Paese le elezioni sono sommerse da innumerevoli ipotesi e tesi generalmente del tutto teoriche e con campagne elettorali che ne complicano ancor più i tratti e sostanzialmmente le rendono inutilizzabili per un elettorato molto disperso, tanto da costringerlo, per una gran parte, all'astensione.( Vedi NA - Politichetta e governo del Paese )
Al di là delle competenze e qualità personali non è che in Italia non si potrebbe avere una contrapposizione binaria quale potrebbe essere quella di Renzi opposta a Parisi, o in futuro quella di un Di Maio contro un Maroni o, per pura esemplificazione, quella del leader di Scelta Civica contro un leader di Italia Unica. Ma questi possibili leader, una volta eletti, dovrebbero definire il loro progamma di Governo e su questo richiedere il voto di tutti gli elettori e non solo limitarsi all'approvazione del proprio partito o apparato di schieramento.
Per arrivare a queste soluzioni non basta l'attuale vis polemica sul referendum costituzionale per la modifica del Senato della Repubblica, o quella pro o contro la proposta di una nuova legge elettorale come l'Italicum.
Perchè ciò si realizzi, come da tempo il MosaicoWeb ha evidenziato, occorre una appropriata revisione costituzionale che, tramite la chiarezza del mandato elettorale, possa farci uscire dai molti anni di scarsa governabiltà a cui abbiamo e stiamo assistendo.

Joe Motore.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 31 Agosto 2016 16:32 )